L'impegno delle donne nella società: il ruolo del volontariato sociale


È un continuo trasformarsi, adattarsi, lasciarsi trasportare dagli eventi e, ogni volta, riprendersi per ricostruirsi: questa è la vita delle donne.

Possediamo un'adattabilità camaleontica, che ci permette di integrarci nei diversi contesti della vita. Sappiamo cambiare carriera, concentrarci sui figli in determinati momenti e poi dedicarci al lavoro con la stessa intensità. La nostra malleabilità non è una debolezza, ma una forza: sappiamo scegliere quando e come essere. La verità è che dobbiamo prepararci a una vita di cambiamento e, soprattutto, averne consapevolezza.

Come disse Nora Ephron: “Siate le eroine della vostra vita, non le vittime! L’unica cosa da tenere sempre a mente è che non saremo mai le stesse, perché il sé fisso e immutabile non esiste. Si può sempre cambiare idea.”

La storia ci insegna che le donne si sono sempre distinte in ruoli essenziali per il progresso sociale e culturale. Fin dall’antichità si sono dedicate alla cura, all'assistenza e al sostegno delle persone più fragili, contribuendo in modo determinante al benessere delle comunità. Questo impegno, purtroppo, non sempre è stato pienamente riconosciuto.

Oggi, nel volontariato sociale, le donne continuano a emergere per idee, dedizione e valore. Il loro ruolo è non solo di supporto sociale - anche laddove il servizio pubblico non arriva - ma anche politico. Le donne sono protagoniste del volontariato, operando in ogni ambito e assumendo sempre più ruoli di leadership nelle organizzazioni di settore. Sono presenti ai vertici di ONG, associazioni locali e internazionali, dimostrando capacità gestionali e organizzative che favoriscono la crescita e l'efficacia dei progetti sociali.

Nel volontariato sociale, le donne sono pilastri portanti non per una presunta predisposizione alla cura o per un sacrificio imposto, ma per la loro profonda comprensione del significato di lotta e ricostruzione. Il loro impegno è consapevole, determinato e rivolto a un cambiamento concreto della società.

Tuttavia, persistono numerosi ostacoli. Il carico di lavoro è spesso suddiviso tra famiglia, professione, impegno sociale e vita propria, con carichi di lavoro difficilmente conciliabili. Gli stereotipi di genere, inoltre, limitano ancora l'accesso delle donne a ruoli di maggiore responsabilità nelle organizzazioni.

Per molte, il volontariato si svolge su un doppio fronte: da un lato il sostegno a chi è vulnerabile, dall'altro la battaglia contro pregiudizi duri a morire. Ancora oggi, il loro impegno viene spesso letto come una naturale estensione del ruolo materno, piuttosto che come una scelta consapevole di resistenza e cambiamento.

Oggi, grazie ai social media e alle nuove tecnologie, il volontariato sta diventando più accessibile e flessibile, consentendo alle donne di partecipare in modi innovativi, anche a distanza. Il loro contributo nel volontariato è una risorsa imprescindibile per la società, ieri come oggi. Le donne, con la loro dedizione e sensibilità, costruiscono reti di supporto e promuovono un benessere collettivo tangibile.

Riconoscere e valorizzare il loro impegno è essenziale, anche attraverso programmi di formazione permanente, che possano rafforzarne il ruolo e aumentarne le opportunità. Le istituzioni e le organizzazioni devono investire in percorsi che promuovano la leadership femminile, affinando le competenze necessarie per ricoprire posizioni decisionali.

Il volontariato femminile è costellato di storie di donne straordinarie che hanno lasciato un segno indelebile, ma anche di tante volontarie meno conosciute che ogni giorno offrono il loro contributo silenzioso e prezioso. Ognuna di loro porta con sé una storia che testimonia come la solidarietà femminile possa trasformare vite.

Tra queste figure di grande valore, una donna che ha incarnato in modo esemplare l’impegno sociale è Francesca Paris Kirchner. Prima presidente della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, ha dedicato la sua vita a costruire un Trentino più inclusivo e solidale.

Nel dicembre 1965 fondò la sezione trentina di Anffas, di cui fu anche Presidente, aprendo la strada a un cambiamento culturale per i diritti delle persone con disabilità. Negli anni ‘90 diede vita alla Cooperativa sociale Alpi, offrendo opportunità di lavoro a persone con disabilità meno gravi, valorizzandone le capacità.

Determinata e instancabile, si batté affinché il Trentino avesse una struttura per le cure palliative – hospice - che fosse davvero una “casa” per i malati, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio. Grazie al suo impegno, nei primi anni 2000 il Servizio di Cure Palliative ricevette un impulso fondamentale, attraverso iniziative di sensibilizzazione e informazione.

Luciano Enderle, già presidente di ANFASS e oggi consigliere vicepresidente di Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, la ricorda così: "Francesca era una persona tenace e coraggiosa, che ha lottato per rompere l’isolamento delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Senza cercare visibilità, ha lasciato un segno indelebile, contribuendo a migliorare la qualità della vita di intere generazioni."

Francesca Paris Kirchner, una donna che ha incarnato i valori più nobili del volontariato, dedicando la sua esistenza con passione, intelligenza e tenacia a chi aveva più bisogno. Il Trentino le deve molto.

Con la sua forte leadership, ha avuto un ruolo determinante nell’avvio della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale, stimolando la consapevolezza della comunità trentina sul valore del volontariato e incoraggiando una collaborazione più stretta tra associazioni, istituzioni ed enti pubblici. Il ruolo di questa donna è stato fondamentale nel definire l’identità della Fondazione: grazie a lei oggi Fondazione può posizionarsi come luogo di riflessione e motore di crescita del volontariato sociale della provincia di Trento.

Ogni donna che tende la mano ne solleva un’altra, e poi un’altra ancora. Perché la vera emancipazione non è singola, ma collettiva.

Le donne condividono, aprono strade e non aspettano il permesso di esserci: occupano lo spazio che spetta loro. E mentre il mondo si chiede ancora se la loro voce conti davvero, loro stanno già cambiando il finale della storia.

di Donatella Turrina, Presidente Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale

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