La gratuità come valore, il valore della gratuità


Viviamo in un'epoca dominata dall'apparenza, dall'intolleranza che diventa violenza, dalla banalizzazione di temi complessi. I social media, la televisione e molti personaggi pubblici hanno trasformato la comunicazione in una giostra di slogan vuoti, privi di profondità. Siamo immersi in una narrazione negativa, nutrita dal rimpianto per un passato che idealizziamo come "più semplice", "più solidale", più autentico.

Ma se alziamo lo sguardo, vediamo una realtà diversa, sfidante, che richiede coraggio. È il coraggio di uscire dalla comodità, dall'illusione del controllo assoluto, per abbracciare esperienze che alimentano il nostro cuore e ci ricordano che l'essenza dell'umanità risiede nella relazione autentica con l'altro.

In questo scenario, il volontariato emerge come risorsa fondamentale per rigenerare la società. La Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale crede profondamente che il volontariato non sia solo assistenza o risposta all'emergenza, ma un atto evolutivo, un dono incondizionato che genera legami profondi e autentici.

Perché il volontariato è così importante?

Il volontariato non è solo una risposta al disagio, ma un progetto attivo e propositivo per costruire inclusione, prossimità e coesione sociale. Esso rappresenta l'antidoto alla paura, all'individualismo e alla solitudine, fenomeni che sono diventati tristemente comuni nelle nostre comunità. Attraverso la gentilezza, il volontariato crea empatia, accettazione e offre opportunità contro l’isolamento.

Come affermava Platone: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile sempre”. Questa gentilezza non è debolezza, ma la più alta forma di forza civile, un modo di opporsi al "cattivismo" e promuovere una cultura di fraternità.

Il volontariato come generatore di relazioni e cambiamento sociale

Troppo spesso pensiamo al volontariato solo come a un'attività di solidarietà occasionale, dimenticando che è invece un potente attivatore di energie sociali. Il Terzo Settore non è solo un settore di risposta emergenziale, ma un attore essenziale per educare alla democrazia, alla responsabilità e al bene comune.

Il volontariato trasforma la società. Non offre solo assistenza, ma genera cambiamenti profondi, strutturali, basati sulla reciprocità e non sullo scambio economico. È ciò che Angus Deaton, premio Nobel per l'economia, indica quando afferma che la principale causa di morte prematura nei paesi avanzati non è la fame, non è la malattia, ma la disperazione.

Il valore della gratuità

La gratuità è il fondamento stesso del volontariato e rappresenta una sfida radicale alla logica di mercato che governa il nostro tempo. In una società in cui tutto è monetizzato, la gratuità appare come un'anomalia, quasi una provocazione. Eppure, la gratuità è proprio ciò che rende il volontariato così prezioso: non si misura in denaro ma in relazioni autentiche, responsabilità, e apertura verso l'altro.

La gratuità non è sinonimo di "gratis" nel senso di assenza di costo. È piuttosto un atteggiamento etico, un valore che guida le relazioni interpersonali e sociali verso la costruzione di una società più giusta e inclusiva.

La modernità, con la sua logica utilitaristica e individualistica, fatica ad accettare il dono gratuito perché questo rompe schemi consolidati e preconcetti diffusi. Donare significa responsabilità, libertà, coraggio di superare la logica dello scambio economico e di aprirsi veramente agli altri.

La crisi del volontariato e le nuove sfide

Anche un territorio virtuoso come il Trentino affronta oggi una sfida importante: la diminuzione dei volontari. Tra il 2015 e il 2021, in Italia, si è registrata una diminuzione del 16% del volontariato attivo. Se da un lato la pandemia ha accentuato questa crisi, soprattutto tra i volontari più anziani, dall'altro è evidente una crescente difficoltà nel coinvolgimento dei giovani, fondamentali per garantire il ricambio generazionale.

Secondo una ricerca presentata al Festival #SOCIALMENTELIBERI, la principale causa del calo nella partecipazione giovanile è la mancanza di vocazione (52,3%), seguita dalla mancanza di tempo e difficoltà nella conciliazione degli impegni (15,3%). Oggi prevale un volontariato occasionale, spesso mosso dall’emergenza, piuttosto che un impegno stabile e duraturo.

Rinnovare il volontariato per includere i giovani

È urgente ripensare modalità e motivazioni per attrarre i giovani. Occorre parlare il loro linguaggio, essere flessibili nelle modalità di partecipazione, offrendo opportunità concrete di crescita personale e professionale. È importante trasmettere loro che il volontariato non è solo "buona azione", ma formazione alla responsabilità sociale e civica.

Le organizzazioni devono diventare luoghi accoglienti e stimolanti, eliminando il peso burocratico e garantendo autonomia ai volontari. In un'epoca caratterizzata dalla precarietà e dalla fluidità, il volontariato deve sapersi adattare alle nuove esigenze dei giovani, essere aperto, inclusivo e accogliente.

Collaborazione tra profit e non profit

Un'opportunità significativa arriva oggi dalla collaborazione con il mondo profit, che sempre più frequentemente mette a disposizione le competenze dei propri collaboratori per attività di volontariato sociale. È cruciale che le associazioni del Terzo Settore siano preparate per accogliere questa risorsa, formando e integrando nuovi volontari in maniera efficace e gratificante.

La gratuità per un futuro più umano

La gratuità è dunque molto più di un semplice concetto: è un valore sociale imprescindibile per costruire comunità inclusive, sostenibili e democratiche. La Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale si pone al centro di questa missione, sostenendo economicamente progetti, diffondendo cultura e sensibilità sul valore del volontariato e studiando nuovi bisogni per offrire risposte tempestive.

La sfida che ci attende è riposizionare il volontariato come esperienza centrale nella vita civile. Serve coraggio, apertura e determinazione per riaffermare che la gratuità è il vero valore da coltivare, proteggere e promuovere.

Perché, come ricorda Benedetto XVI, il dono gratuito è un gesto d’amore che "non conosce tempo, né mode". È questa gratuità che alimenta la nostra umanità e sostiene un futuro davvero inclusivo e giusto per tutti.

di Luciano Enderle, Vicepresidente Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale

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